Girare per Facebook è divenuto un’attività quotidiana per centinaia di milioni di persone. Dato che così tanta gente interagisce quotidianamente con il sito, la ricerca è interessata nel modo in cui gli utenti di Facebook possano essere coinvolti emotivamente con il social network e quelo in cui il suo uso regolare possa influenzare la salute mentale. E’ stato riscontrato che l’uso di Facebook possa portare a sintomi di depressione se il sito scatena sentimenti di invidia fra i suoi utenti, e secondo i ricercatori il modo in cui gli utenti fanno uso del sito fa la differenza nel modo in cui vi rispondono. Facebook può costituire un’attività sana e divertente se gli utenti se ne avvantaggiano per rimanere in contatto con la famiglia o i vecchi amici e per condividere gli aspetti più importanti ed interessanti della propria vita, ma se invece esso viene usato per controllare come se la passa finanziariamente un conoscente o quanto sia felice un amico nella sua relazione, cose che possono scatenare sentimenti di invidia, l’impiego del sito può portare a sintomi di depressione. E’ dunque importante che i suoi utenti siano consapevoli di questo tipo di rischio, in modo da evitare i comportamenti più pericolosi. Come riscontrato anche in precedenza, l’uso di Facebook può avere effetti molto positivi sul benessere di una persona, ma le cose cambiano se provoca invidia: gli utenti dovrebbero essere consapevoli del fatto che un’auto-presentazione positiva rappresenta un’importante motivazione nell’uso di un social media, e pertanto è lecito attendersi che molti utenti postino soltanto elementi positivi riguardo sé stessi. Auspicabilmente, questa autoconsapevolezza potrebbe ridurre i sentimenti di invidia. (Computers in Human Behavior, 2015; 43: 139)
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